Approvato il processo di beatificazione della giovane di Barbacena. Dopo anni di indagini, il Vaticano dà parere favorevole alla beatificazione della giovane Isabel Cristina Campos, vittima di un tentativo di violenza sessuale avvenuto il 1° settembre 1982 a Juiz de Fora (Minas Gerais).
Il tribunale ecclesiastico incaricato di istruire il processo dell'attuale Serva di Dio, fu istituito dall'Arcivescovo di Mariana (Minas Gerais) Don Luciano Mendez de Almeida il 26 gennaio, giorno della solennità di Nostra Signora della Pietà, in Barbacena.
La sua impressionante storia: nacque a Barbacena il 29 luglio del 1962, battezzata nella chiesa ove venne successivamente aperto il processo, abitò con i suoi genitori e un fratello nella cittadina natale finchè iniziò l'università nel 1982 quando si trasferì a Juiz d Fora.
Voleva fare medicina; si trasferì in un appartamento con una cugina e due amiche. Il 15 agosto si trasferì con il fratello in un altro appartamento; qui dovettero comprare un frigorifero, un ferro da stiro elettrico e un armadio: il doverlo montare sarà la causa del suo martirio. Il giorno 30 agosto un operaio era nel suo appartamento; mentre montava l'armadio le disse delle parole oscene che la ragazza riferì successivamente al fratello e alla sua amica.
Il giorno dopo l'operaio tornò per finire l'armadio e tentò di violentare Isabel. Colpì la giovane al capo, la legò con una corda e una cintura, le chiuse la bocca con pezzi di stoffa e le strappò i vestiti. Il criminale alzò il volume della radio e della televisione per non far sentire ai vicini quello che stava avvenendo all'intern dell'appartamento. Poichè Isabel Cristina resisteva all'aggressione, l'uomo la colpì con quindici coltellate: due nelle parti intime e tredici nel torace.
La perizia medica constatò durante l'autopsia che la ragazza non fu violentata, riuscendo a resistere con vigore; le prove dimostrarono che aveva dei segni molto evidenti di graffi sulle cosce e solamente le due pugnalate avevano lacerato l parti intime, mentre l'utero era rimasto indenne. Anche se la ragazza aveva il fidanzato, la perizia medica certificò che anche il fidanzato era puro. Assidua frequentatrice della S.Messa e dei Sacramenti, le piaceva prendersi cura dei disabili, e a scuola aveva attenzioni speciali per le ragazze più povere.
Durante il martirio usava il Rosario a forma di anello e pregava. Anche se non era un membro ufficiale della "Conferencias" Vincenzina, lo era tuttavia col cuore partecipando a diverse attività del movimento anche in altre città.
Era usuale vederla aiutare negli incontri dei Vincenzini, giocando con i bambini poveri e dando da mangiare ai vecchietti, servendoli in bocca con molta cura. Padre Gerardo Pinheiro divulgò il suo martirio e diede inizio al processo di canonizzazione. Saputo del crimine e ricordando Santa Maria Goretti, pensò: "Lei non sarebbe stata santa se nessuno avesse parlato di lei".

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