S
an Giovanni de Matha
1154-1213
Nacque a Faucon in Provenza – Francia –
verso il 1154. Compì gli studi nell’università
di Parigi, dove poi insegnò teologia. Ordinato
sacerdote, mentre celebrava la sua prima
Messa, comprese che il Signore lo chiamava
alla redenzione degli schiavi.
Infatti durante la Messa, Dio gli inviò
un Angelo per fargli capire la sua volontà.
L’Angelo apparve in una veste
candida e luminosa; sul petto aveva una
croce di colore rosso-azzurro; ai lati appar-
vero pure due schiavi: uno cristiano e l’altro
maomettano.
L’Angelo pose le mani sul capo dei
due schiavi e poco dopo sparì.
Per iniziare una Congregazione
religiosa era però necessaria l’approvazione
del Pontefice. Era allora Papa Innocenzo III.
San Giovanni de Matha e Valerio si presenta-
rono a lui; furono ben accolti; però il Papa
voleva esaminare meglio la loro richiesta e
di nuovo il Signore venne in loro soccorso
per mezzo di un Angelo.
Passarono degli anni e il Santo
continuava a pregava per conoscere ancora
meglio i disegni di Dio. Strinse amicizia con
un certo Felice Valeria, che conduceva una
vita eremitica. Un giorno, mentre conversa-
vano tra di loro di cose celesti, apparve un
cervo che portava fra le corna ramificate una
croce di due colori: rosso ed azzurro. Valerio
si meravigliò ed allora San Giovanni di
Matha gli raccontò della visione dell’Angelo,
avvenuta il giorno della sua prima Messa.
Per tre notti tutti e due ebbero una celeste
visione. Il Signore gli rivelaò che era suo
desiderio che si fondasse una Congregazione
per la redenzione degli schiavi.
Mentre il stava celebrando la S. Messa,
nell’atto in cui sollevava l’Ostia Consacrata,
vide apparire un Angelo, dalla veste bianca,
con una croce bicolore sul petto e due schiavi
ai lati. Comprese che Dio voleva la nuova
Congregazione e l’approvò.
Finalmente nel 1194 fondò a
Cerfroid, l’Ordine della Santissima Trinità,
la cui Regola fu approvata dallo stesso
Innocenzo III, il 17 dicembre 1198. Operò
numerose redenzioni di schiavi e si dedicò
indefessamente alle opere di misericordia, vi-
vendo di Dio Trinità. Morì a Roma il 17 dicembre
1213, nella casa di San Tommaso in Formis
al Celio.